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MX Remaster

ATTENZIONE: questi strumenti sono da usare solo in una sessione Live!

Remaster

Requisiti

In genere si prevede di utilizzare un dispositivo USB Live come sistema di destinazione per la propria versione personale di MX Linux. (Se si sta utilizzando un Hard Disk Live allora si avrà bisogno di creare prima un LiveUSB o un LiveCD dall’Hard Disk Live per poi poter installare altrove.)

Ci sono alcuni semplici requisiti di sistema necessari per eseguire la rimasterizzazione:

  • Il dispositivo, sul quale inserire la nostra rimasterizzazione avviabile, deve essere scrivibile e deve disporre di spazio libero sufficiente per creare un nuovo file linuxfs
  • Il sistema da rimasterizzare deve essere creato partendo da una “frugal install”, non una installazione da una ISO. In altre parole, il sistema da creare deve poter fare il boot utilizzando un file linuxfs che si trova su un dispositivo scrivibile che dispone di spazio libero sufficiente per creare un nuovo file linuxfs.

Anche se opzionale, la home persistente o root persistente può essere utile su un sistema rimasterizzato. Per i dettagli, vedere Persistenza, qui di seguito.

Passaggi passo – passo

Dopo aver effettuato tutte le modifiche desiderate in una sessione Live di MX Linux, fate clic su Start Menu> Sistema> RemasterCC e inserire la password di root. Lo strumento remaster/persistenza si apre con 4 pulsanti.

  • Persistenza Live (opzionale). Se avete realizzato il vostro dispositivo USB avviabile (bootable) con lo strumento UNetbootin o simili, è possibile utilizzare questa opzione per creare un nuovo file di persistenza che permetterà all’utente di salvare le modifiche apportate al file system per i futuri boot. Questa opzione non è strettamente necessaria se si vuole solo fare una rimasterizzazione, ma è bello poter salvare le modifiche delle proprie ISO rimasterizzate anche quando si utilizzano in modalità Live.
  • Configura persistenza Live (opzionale). Anche questa opzione, come quella precedente, non è obbligatoria per creare un sistema rimasterizzato, ma è migliorativa. Questa opzione imposterà come il dispositivo Usb Live salverà il file di persistenza. Anche se vi è un’opzione automatica, questa attualmente non funziona. L’opzione di salvataggio semi-automatico è l’impostazione predefinita, che prevede che le modifiche verranno salvate al logout. C’è anche un opzione di Salvataggio Manuale, in cui il salvataggio avviene immediatamente.
  • Salva persistenza root (opzionale). In questo modo si salvano le modifiche del file system nel file della persistenza nel caso in cui si è scelto l’opzione di salvataggio manuale. Questa funzione è utile anche se si desidera solamente salvare le modifiche immediatamente, piuttosto che in attesa della chiusura del sistema come nel caso della modalità semi-automatica.
  • Remaster (Rimasterizza). Il processo di remaster vi guiderà nell’apportare le modifiche del filesystem, sia che queste siano fatte durante la sessione corrente sia che fossero già memorizzate nel file di persistenza, se disponibile, in un nuovo file linuxfs da trasferire sul dispositivo usb live. Le modifiche saranno ora parte del filesystem di default linuxfs e appariranno anche se non sono state scelte le opzioni di persistenza al boot.

Segui con attenzione l’elenco di remaster, dall’alto verso il basso, seguendo le indicazioni che ti accompagnano attraverso il processo.

PERSISTENZA

La persistenza è un ibrido tra un sistema che lavora su un dispositivo Live e un’installazione completa; essa consente di salvare tutti i file che avete installato o aggiunto durante una sessione live.

Guarda il video: Live USB con la persistenza

Passo dopo passo

I file di persistenza (rootfs e homefs) sono semplici da creare, una volta che si conosce il modo. Avete solo bisogno di decidere quanto volete che il file possa diventare grande e quale file system utilizzare. Se si dispone di un sacco di spazio libero sul dispositivo (molti GB) allora una dimensione di 1 GB è una buona scelta, anche se si può fare con molto meno. Si consiglia di utilizzare il file system ext3, ma si può anche usare ext2 o ext4.

ATTENZIONE: la persistenza in modalità Live non è precisamente pensata per i grandi cambiamenti dal momento che si sarà a corto di RAM rapidamente. Alternative:

  • Effettuare l’aggiornamento a tappe, con piccole aggiunte (ad esempio, 200 MB) ogni volta.
  • Aspettare che venga rilasciata l’istantanea mensile della distro aggiornata, e reinstallare. Assicurarsi di copiare tutte le cartelle non di sistema in anticipo su una chiavetta esterna.

Ci sono molte opzioni disponibili, ecco un buon metodo per iniziare, che utilizza esclusivamente il pulsante in alto.

  1. Creare una chiavetta USB Live (punto 2.2.3)
  2. Fare clic sul menu Start> Strumenti MX> Persistenza/Remaster. Si apre lo stesso strumento utilizzato per la rimasterizzazione, poiché le fasi iniziali sono identiche.
  3. Fare clic sul pulsante in alto Impostare Persistenza Live.
  4. Creare il file di persistenza (necessario solo se è stato utilizzato UNetbootin per ottenere il dispositivo USB Live).
  5. Riavviare e selezionare Persistenza Root dal menu principale del boot loader.
  6. Inserire le nuove password.
  7. Ora ogni volta che si esce dalla sessione, vi verrà chiesto di salvare le modifiche apportate durante la sessione, e saranno mantenute (persistono) per la sessione successiva.

Note

Passo 1: Se si è all’interno di una versione installata di MX, utilizzare l’applicazione antix2usb facendo clic su Start> Strumenti MX> Crea Live USB. Questo è il modo più semplice da usare in quanto è sufficiente controllare le caselle in basso a destra per creare i file di persistenza.

Fase 3: Se non sei sicuro delle scelte da fare, usa il menu a discesa Azione e selezionate inizialmente Root: Create Root Persistenza (consigliati: ext2 e 1 GB). Quando ciò è finito, allora selezionate Home: Crea Home Persistenza (ext4 raccomandata e verificate di avere memoria sufficiente per quello che intendete realizzare). Per la Home con persistenza, il file di persistenza homefs è montato in /home. Tutte le modifiche apportate ai file sono in /home e sono (quasi) istantaneamente memorizzate nel filesystem homefs. E’ utile se si desidera salvare le vostre impostazioni (come i segnalibri o le modifiche al desktop), ma non salva le modifiche apportate al sistema, come l’installazione di vostri pacchetti aggiuntivi.

Fase 4: Vi verrà chiesto di inserire una nuova password dell’utente e una password di root; Questo è necessario perché le password della modalità USB Live sono di dominio pubblico.

Lo strumento: dettagli

Il metodo più semplice per configurare la persistenza è usare solo il primo pulsante, come descritto sopra. Lo strumento ha, tuttavia, due pulsanti opzionali (in grassetto sotto) che possono essere utilizzati per la persistenza.

  • Imposta persistenza Live. Se avete realizzato il vostro dispositivo USB avviabile con lo strumento UNetbootin o simili, è possibile utilizzare questa opzione per creare un nuovo file di persistenza che permetterà all’utente di salvare le modifiche apportate al file system per i boot futuri.
  • Configura persistenza Live. Stabilirà il modo con cui il dispositivo usb live salverà il file di persistenza. Anche se vi è un’opzione automatica, questa attualmente non funziona. L’opzione semi-automatica è l’impostazione predefinita, in cui verranno salvate le modifiche al logout. C’è anche una opzione manuale Salva. Questa opzionenon è indispensabile perché la rimasterizzazione possa essere realizzata.
  • Salva persistenza root. In questo modo si salvano le modifiche del file system nel file di persistenza nel caso in cui si è scelta l’opzione del salvataggio manuale. Questa opzione è utile anche se si desidera solamente poter salvare le modifiche immediatamente, piuttosto che aspettare il logout come nella modalità semi-automatica.
  • Remaster. Nessuna funzione.

La persistenza root dinamica e statica

  • Persistenza RootDinamica salva le modifiche del file system nella RAM (proprio come un normale LiveCD/USB). Il programma salva-persistenza deve essere eseguito per copiare le modifiche al file rootfs in modo che possano essere ricordate dopo il riavvio. Utilizzare persistenza-config per ottenere che il programma venga avviato automaticamente al logout/riavvio.
  • Persistenza Root Statica salva le modifiche del file system direttamente nel file rootfs. Non usa la RAM e l’unico limite è la dimensione del file rootfs. Questo modo è buono per fare un aggiornamento “apt-get upgrade” o per l’installazione di un gruppo di pacchetti. Di solito è meglio continuare con un live remaster per consolidare le modifiche del file system nel file compresso SquashFS.
  • Su molti sistemi, la persistenza root statica può essere fastidiosamente lenta. Avete la possibilità di passare da una persistenza root statica e dinamica ogni volta che viene effettuato il boot.

Licenza: qui.

v. 20161219

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